L’Idea
Il nostro progetto si basa sulla convinzione che strumenti prioritari nella prevenzione e nel contrasto al disagio e all’esclusione sociale siano la cultura e l’educazione dei cittadini e delle cittadine di domani, in una parola: la Scuola.

Non sempre però la Scuola riesce da sola nell’intento di prevenire e combattere le diverse forme di disagio appassionando gli studenti alla cultura e rendendoli protagonisti attivi e autonomi del proprio percorso di crescita. A volte, nel tempo scuola ordinario non si riesce neppure a intercettare i bisogni più urgenti e a far emergere le reali condizioni di disagio che sono alla base di esiti scolastici negativi.

Per farlo occorrono percorsi specifici mirati e occasioni di incontro e di “ascolto” che vadano oltre il semplice orario di lezione, si aggiungerà dunque alle proposte dell’istituzione il tentativo di costruire un'alleanza educativa che superi l'isolamento delle famiglie generando fiducia e apertura fra le varie componenti della realtà scolastica e sociale (genitori, studenti, docenti, assistenti sociali, educatori, associazioni di promozione sociale e di volontariato, ecc.)

Il modello di intervento
L’esperienza realizzata negli anni scolastici precedenti ci ha mostrato come la “carta vincente” per la prevenzione di ogni esclusione sia un cambiamento di prospettiva che accetti la personalità unica e irripetibile di ogni studente e, quindi, la pluralità delle intelligenze, dei bisogni formativi e dei contesti sociali di riferimento.

Per aiutare l’inclusione di ogni studente, anche del più svantaggiato, e lo sviluppo di “intelligenze plurali” servono percorsi il più possibile personalizzati e l’ascolto della storia formativa e del vissuto di ciascuno, spesso segnato da condizioni di disagio che non sempre emergono con chiarezza nelle relazioni tra scuola e famiglia. Per questo è necessario coinvolgere in un’alleanza educativa anche i genitori e i familiari, consentendo loro di manifestare forme di disagio e bisogni che restano per lo più inespressi per pudore, vergogna o, semplicemente, per difficoltà comunicative.

Su questa base, cercheremo di progettare diverse modalità di insegnamento che mettano alla prova approcci differenziati (non solo logico-analitico o quantitativo-matematici, ma anche narrativi, esperienziali, ecc.) per individuare quelli più congeniali ai singoli studenti per favorire l’acquisizione di interesse e gusto nello studio.



Il progetto intende quindi proseguire il percorso realizzato negli anni precedenti, utilizzando diversi metodi centrati su:

  1. Relazione “uno a uno” e personalizzazione del percorso formativo-motivazionale attraverso l’affiancamento di un “mentore”;

  2. Realizzazione percorsi di “educazione fra pari”, grazie al coinvolgimento di studenti universitari, molti dei quali ex-studenti dell’Istituto “Fermi” e studenti in PCTO (formati in precedenza da una sequenza di laboratori a cura di un team di esperti dell’Associazione Amici del Fermi). Data la vicinanza d’età e la condivisione del linguaggio e della sensibilità, gli studenti sono stati infatti capaci di far emergere bisogni psicologici e forme di disagio sociale che, altrimenti, avrebbero rischiato di restare sommerse;

  3. Attenzione alla dimensione relazionale e affettiva del processo di insegnamento/apprendimento;

  4. Valorizzazione delle componenti pratico-esperienziale, intuitivo-analogiche e ludiche dell’apprendimento.


Nei colloqui individuali con gli studenti e le famiglie, che precederanno l’avvio delle attività e che dovranno rilevare i bisogni educativi, si utilizzeranno strumenti del “metodo autobiografico”, frequentemente utilizzato in contesto di formazione degli adulti, per far emergere il vissuto esperienziale dei ragazzi e delle famiglie nei confronti della scuola e dello studio.

Il gruppo di coordinamento seguirà attentamente tutte le fasi della sua realizzazione per un monitoraggio costante e possibili modifiche e aggiustamenti in corso d’opera, anche con il supporto di un gruppo di esperti dell’Associazione Amici del Fermi. A tal fine predisporrà apposite schede di monitoraggio e documentazione del percorso che forniranno spunti di discussione, riflessione e auto-analisi durante gli incontri di confronto tra il mentore, gli operatori e tra questi, gli studenti e i docenti delle relative classi.

Il gruppo di coordinamento seguirà attentamente tutte le fasi della sua realizzazione per un monitoraggio costante e possibili modifiche e aggiustamenti in corso d’opera, anche con il supporto di un gruppo di esperti dell’Associazione Amici del Fermi. A tal fine predisporrà apposite schede di monitoraggio e documentazione del percorso che forniranno spunti di discussione, riflessione e auto-analisi durante gli incontri di confronto tra il mentore, gli operatori e tra questi, gli studenti e i docenti delle relative classi.

Siamo, infatti, convinti che, se questo processo di crescita avrà inizio, non potrà alla lunga che dare buoni frutti, in termini sia di esiti scolastici sia di inclusione sociale, prevenendo le condizioni di maggiore disagio ed esclusione.


Cosa ti proponiamo

In particolare a te, studente:

  1. tre incontri formativi con un pedagogista all’inizio dell’anno, per aiutare i ragazzi a inquadrare finalità e attività del progetto, che li incentivano a esprimersi, a valorizzare le proprie aspirazioni, a ragionare sul proprio metodo di studio;

  2. incontri settimanali di studio assistito per tutto l’arco dell’anno scolastico, con operatori e volontari che supportano i ragazzi nell’acquisire metodo e sicurezza nell’attività di studio;

  3. un operatore dedicato, il mentore, che conoscerete dopo le prime settimane e che, in un rapporto individuale e con colloqui periodici, seguirà il percorso formativo del ragazzo, mantenendo la connessione fra allieva/o, famiglia, operatori dello studio assistito e coordinatore e docenti della classe.

E poi, agli studenti in PCTO:

  1. Le attenzioni e la competenza di un gruppo di giovani referenti con lunga esperienza nel terzo settore e nella metodologia educativa. I nostri pedagogisti e psicologi assisteranno il vostro percorso a contatto con i più piccoli, garantendovi una serie di incontri formativi per mostrarvi i nuovi metodi di apprendimento, le proposte di team building e aiutarvi con quello che potrà essere l’orientamento universitario rivolto a questo settore specifico.

  2. L’opportunità di lavorare assieme ad un gruppo di coetanei per risolvere problemi a corto raggio e a lunga portata nell’ottica di offrire alla Scuola e alle istituzioni un punto di vista differente sulle tematiche sensibili agli studenti per migliorare la culla della cittadinanza del domani.

  3. La flessibilità sulla gestione delle ore da dedicare alle ore di mentoring con gli studenti delle classi prime. La richiesta minima è di un pomeriggio alla settimana da gestire in autonomia secondo gli impegni e le scadenze che affronti regolarmente.